Nonostante tutto quello che è successo in questi giorni, quello di oggi è “un risultato eccezionale”. Prendendo il microfono al termine dello scrutinio, il Sindaco di Vicenza Achille Variati ha definito così l’esito della consultazione popolare. “Chi vuol criticare questa giornata di democrazia – ha aggiunto il primo cittadino – organizzi un’altra consultazione e porti altrettenti vicentini a votare”.
Ottobre 5, 2008 alle 10:24 pm
dicano quello che vogliono ma oggi per Vicenza è stata una giornata importante e per chi l’ha vissuta un evento indimenticabile!!!
Ottobre 5, 2008 alle 11:03 pm
Non sono vicentino ma sono con voi!
Ottobre 5, 2008 alle 11:05 pm
Vicenza. Referendun popolare Dal Molin. Il sì stravince.
di Alessandro Ambrosin
VICENZA – Su 24mila cittadini pari al 28,56% degli aventi diritto al voto 23.050 (95,66%) si sono espressi favorevoli al sì, cioè all’acquisizione da parte del Comune di Vicenza dell’area del Dal Molin, mentre i voti contrari sono stati 906 (3,76%).
Il referendum popolare di oggi rappresenta uno strumento democratico, nonostante in questo caso non potrà aver seguito nelle sedi appropriate. Tuttavia la vittoria del sì assume in questa lunga battaglia, consumata tra sentenze e ricorsi, un riconoscimento di estrema importanza. Una riconquista simbolica, della quale i vicentini hanno voluto umilmente farsi carico, di fronte all’arroganza di una scelta politica che ha aprioristicamente escluso l’espressione popolare su decisioni che li riguardava direttamente. Dovrebbe essere da esempio per tutti quei comuni, piccoli o grandi, dove spesso accade che le voci della base sociale siano spesso e volentieri ignorate, soppresse e addirittura cancellate. Invece a Vicenza il no del Consiglio di Stato non ha certo intimorito i comitati dei cittadini, i pacifisti, i movimenti e nemmeno il Sindaco Achille Variati che da buon Governatore ha accolto e appoggiato l’istanza della comunità. E così la consultazione si è svolta lo stesso. Non più negli edifici pubblici dedicati dall’ufficialità istituzionale, ma nelle piazze e nelle strade della città palladiana, grazie ai tantissimi volontari che l’hanno resa possibile. E alla fine poco prima della mezzanotte è arrivato l’esito tanto atteso dopo lo scrutinio dei 32 seggi complessivi. Una doppia vittoria del sì. La prima a favore di coloro da sempre contrari all’ampliamento della base americana. Il secondo “sì”, invece, rappresentato da una formidabile spinta emotiva che alimenta quel senso comune nella difesa dei propri diritti e degli strumenti democratici spesso negati.
http://www.dazebao.org
Ottobre 6, 2008 alle 12:25 am
Forza! Loro non cederanno mai, noi neppure!
Un carrarino che lotta assieme a voi!
Ottobre 6, 2008 alle 6:23 am
forza vicentini democratici avete tutta la mia solidarietà – la giornata di ieri rimarra scolpita nei cuori di tutti coloro che credono ancora nella democrazia diretta e partecipata. non fermiamoci sono e siamo con voi da Marghera.
Ottobre 6, 2008 alle 7:03 am
sono una vicentina migrata in friuli, ho seguito con attenzione le votazioni di ieri e credetemi non sono mai stata così orgogliosa di essere vicentina!!!!!! finalmente vicenza si sveglia e non perchè le hanno toccato il portafoglio!!! è una lezione di partecipazione e gestione diretta del far polica
continuiamo
Ottobre 6, 2008 alle 7:29 am
Al referendum nazionale sulla devolution avevano votato in 35 mila.
Per questo referendum spontaneo 24 mila.
La volontà della città è chiara, ed è altrettanto chiaro che i favorevoli alla base avrebbero perso in qualunque referendum. Bastava vedere i volti delle persone che andavano a votare. La vera Vicenza è questa.
Ottobre 6, 2008 alle 8:14 am
Bella cosa coltivare l’illusione…
Serve a perdere all’infinito, ma sentendosi buoni e giusti…
I fatti:
I Si hanno raccolti MOLTI MENO VOTI (nemmeno la metà!!!) di quanti ottenuti per eleggere questa giunta!
Vogliamo vederle queste cose o meglio vivere con la testa ben rivolta sola ai quadretti mielosi che Vi piacciono tanto?!?
Io sono CONTRARIO alla base. Da sempre. Ma non vuol dire che non accetto i FATTI:
ALLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI VICENTINI DELLA BASE NON FREGA UN ACCIDENTE.
Poi raccontatevi tutte le favole che volete. Ma non le chiamate “realtà” o “vittoria”.
In Italia 30 milioni di persone hanno votato PD e PDL. Fino a che non “rieduchiamo” questi mentecatti nè Vicenza nè l’Italia hanno una minima speranza di riscatto. PUNTO!
Ottobre 6, 2008 alle 8:56 am
ciao a tutti il messaggio di Fabio Castellucci è un falso , non rispondete è una provocazione evidente (sarà quel poveraccio di cattaneo ha ha ha).
e comunque questi dati vanno letti in tutt’altro modo, ma se uno è così ignorante da trarre quelle conclusioni o è in malafede o è proprio ignorante.
Ci dispiace ma oggi per la democrazia è una giornata di festa e nessuno di noi è così stolto da farsela rovinare .
Resisteremo un minuto di più di qualsiasi ignorante
Ottobre 6, 2008 alle 10:11 am
giornata importante niente da dire… tante persone a votare niente da dire… la politica pero’ e’ entrata un po’ troppo nel discorso…. quindi non diciamo cose non vere… se la politica e’ entrata così prepotentemente allora il valore di questa consultazione perde d’importanza …. come ha gia’ detto qualcuno… hanno votato a favore della tesi del sindaco meno elettori di quelli che l’avevano eletto …. sta di fatto che 60.000 vicentini che potevano esprimersi hanno ritenuto di non andare …. in democrazia (parola usata spesso) quei 60.000 hanno un peso e vanno tenuti in considerazione… non esistono elettori bravi ed elettori cattivi… elettori attivi ed elettori passivi…. esistono gli elettori che hanno diritto di andare a votare e di esprimere il loro dissenso o consenso ( in base a come viene posto il quesito) rimanendo a casa… bisogna prenderne atto..
Ottobre 6, 2008 alle 10:27 am
Vedo sotto Luigi Frediani da Carrara
che fa il tifo!!!!!!
Grande città la mia, ancora capace di sfornare
persone che credono nelle lotte popolari.
GAZIE AMICI DI VICENZA !!!!!
Sono con voi!
Sara Paglini da …. Carrara!
Ottobre 6, 2008 alle 10:37 am
Non capisco l’ultimo commento, considerando che ormai, in Italia, più del 20% dell’elettorato è astensionista fisiologico e che il dato sale già nelle normali consultazioni referendarie, mi sembra un grande successo che il 29% del corpo elettorale vicentino si sia recato a votare nei gazebo, per una consultazione purtroppo priva di valore legale. Sarebbe da idioti fare i soliti ragionamenti da gruppettari, che visto che non riescono a raggiungere il 100% dei voti, ma si fermano di solito allo 0,5%, allora iniziano a recrminare sulle incomprensioni di massa. Non c’è bisogno di alcuna rieducazione nè di maoismi d’accatto vari. A Vicenza si è vinto ed è stata una bellissima giornata. Non sprechiamola per i soliti vizi da autolesionismo della sinistra italiana, sono già serviti a mandare al governo, oggi non due anni fa, la più grande masnada di incompetenti che l’Italia abbia mai visto. Non dico tanto “No alla Base”, dico “Si alla democrazia”. Che siano accondiscendenti o meno i vicentini, perde comunque chi impedisce loro di esprimere un’opinione su come sviluppare un territorio che appartiene a loro e non al dipartimento di Stato americano.
Vi aspettiamo sul nostro sito http://controreazioni.wordpress.com/ , ci occupiamo dicinema.
Ottobre 6, 2008 alle 10:56 am
Bene, circa 95% e ora?
Il sindaco con l’avvallo dei voti ha il dovere (solo morale purtroppo) di avviare la pratica per l’acquisto della zona. Speriamo che non siano tempo e soldi persi.
Ottobre 6, 2008 alle 11:37 am
ma vergognatevi hanno votato 24.000 persone su 80.000 ma chi credete di essere tutta la città siete la minoranza come nel paese w la lega, sparirete con il tempo la gente ha capito …..
Ottobre 6, 2008 alle 12:19 pm
vedi “controreazioni” o fai finta di non sapere o se sai alcune cose le tieni nascoste… quando dico che il fatidico quorum era di 35290 voti significa che alle ultime elezioni ( non di 10 anni fa ma di qualche mese fa) a Vicenza erano andati a votare ben piu’ di 70.000 persone…. non dire che la gente non va a votare… la gente non va a votare quando ritiene opportuno farlo…. sul discorso del Consiglio di Stato mi sembra evidente che il referendum era posto in modo sbagliato…. e’ come io facessi un referendum e chiedessi ai Vicentini se vogliono o no che si costruisca una moschea a casa tua …. ma la casa e’ tua e tu se vuoi non la vendi…. hai capito il discorso o fai finta di non capirlo? la consultazione sarebbe stata legittima se posta in altro modo… questa non e’ mancanza di democrazia… se il quesito referendario era coretto il consiglio di Stato non lo avrebbe bocciato… pero’ fa comodo dire il contrario …
Ottobre 6, 2008 alle 1:47 pm
Non ho parole non ho parole non ho parole….non ne ho davvero non riesco a credere in che modo i no dal molin stanno uccidendo la parola democrazia utilizzandola come meglio credono…sembra di sentire centinaia di piccoli berlusconi…eh si perchè utilizzate il termine democrazia nello stesso modo in cui lo fa il berlusca…la maggioranza di vicenza vuole la base ormai è un dato di fatto anche se avesse votato il doppio delle persone la maggioranza che si è astenuta vuole la base!
Ottobre 6, 2008 alle 2:04 pm
mannaggia ragazzi, ma in che discorsi vi andate a perdere? E’ vero, a più di metà dei vicentini votanti della base non gliene frega nulla. Ma chi se ne frega? Perchè devo sentirmi perdente o vincente? Il fatto è (e rimane) che un sacco di gente si è mossa al di là di quello che la TV o i capi di partito dicevano o comandavano di fare…ma come si fa a non rendersi conto di quanto importante sia questo dato in un’Italia dove da anni il cittadino non ha più la coscienza di essere tale? Più di un quarto della città (e ricordo, solo del comune di Vicenza) ha deciso di fottersene di tutto e tutti e dire la propria. Quindi, ai vari “realisti” o leghisti che hanno scritto sui post precedenti, dico che una cosa così in questo paese non si vedeva da anni, e che se qualcuno o qualcosa dovrà scomparire, non saremo certo noi!
Per cui arrovellatevi pure nei vostri tristi ragionamenti, intanto chi ieri ha partecipato si è ormai accorto di quanto bello sia essere cittadini LIBERI, e quando ci si accorge di questo, state sicuri che non si vuole più tornare indietro…provateci anche voi una volta se ne siete capaci
Ottobre 6, 2008 alle 2:04 pm
In democrazia vince chi vota e si esprime. Chi si astiene PERDE! Ieri Vicenza si è espressa con 24000 baci (ehm… voti) che hanno sancito la contrarietà alla costruzione di una base militare. Il Consiglio di Stato ha voluto impedire ad una delle più importanti città d’Italia e d’Europa di poter esprimere un parere su una installazione pericolosa, impattante, inquinante e compromettente il futuro socio-economico di Vicenza e del Veneto in generale. Ebbene, il Consiglio di Stato ha ucciso la democrazia e la stessa democrazia è rinata, come l’Araba Fenice. Alberto, tu non hai parole perché non conosci la parola più importante: DEMOCRAZIA, cioè governo del popolo, cioè il contrario di “TANTO I GA XA DECISO”.
Ottobre 6, 2008 alle 2:23 pm
il sindaco aveva parlato chiaro il giorno dopo la sua vittoria elettorale e tutto ripreso sul programma porta a porta …. ha detto cerchero’ di far votare i vicentini (bravo ce riuscito) e i risultati possono essere 3…. uno se la maggioranza dice si alla base ( diciamo così per semplificare perche’ anche qui ci sarebbe da ridire)… uno se la maggioranza dice no alla base e l’ultimo se non si raggiunge il quorum…. nel primo e ultimo caso ha specificatamente detto che ne avrebbe preso atto e si sarebbero chiusi i discorsi… cosa li fa tenere aperti ora ? non doveva essere il sindaco di tutti ? cosa fa ? va dagli americani a dire che 23.000 vicentini non li vogliono ? o gli va a dire che 23.000 vicentini vogliono in quell’area di proprieta’ d’altri che si faccia qualcos’altro ? questo era il quesito e per assurdo tanti di quei 23.000 avrebbero potuto dire SI ma non per questo dire NO agli americani…. quando le cose sono fatte male non ci si puo’ aspettare che il risultato sia chiaro…. la democrazia e’ un altra cosa…. la democrazia prevede il rispetto delle regole e delle istituzioni… a questo punto si poteva fare un bel sondaggio telefonico intanto cosa cambiava ? tanti numeri .. tanti risultati…
Ottobre 6, 2008 alle 3:26 pm
Io penso, non che i vicentini vogliano questa base, ma che essenzialmente non gli interessi nulla! Quello che a me rompe, a parte l’idea di pacifismo ecc che le tasse per dare i servizi a questi americani le pago anche io.
Poi per quanto riguarda i discorsi di democrazia… la sentenza del consiglio di stato è un dato di fatto.
Ottobre 6, 2008 alle 4:47 pm
Anch’io “non ho parole non ho parole non ho parole”, perché c’è gente così ceca e sorda che non solo non sa cogliere il dato come va letto realmente, ma nemmeno ci prova a confrontarsi lealmente, a discutere su cosa significa quanto accaduto ieri.
Innanzitutto, come si può affermare con tanta tranquillità che “è un dato di fatto” che “la maggioranza che si è astenuta vuole la base”?
Gli unici che si sono espressi a favore della base sono quei 906 che sono andati al seggio e hanno votato NO, e su questo non c’è alcun dubbio.
Poi anch’io sono perfettamente convinto che, tra il resto degli aventi diritto, un buon numero non sia andato a votare per far perdere valore al referendum, ma son anche sicuro che la stragrande maggioranza di questi semplicemente non ha opinione in merito o non si sente toccato dall’argomento.
Ciò è certamente molto triste, ma altrettanto sicuro, e procedo a spiegarti perchè.
Se tra le file dei proBase ci fosse un minimo di convinzione sulla propria superiorità numerica, non c’è dubbio che avrebbero partecipato in massa al referendum.
Se Cattaneo e soci avessero pensato di poter ottenere la maggioranza, di poter dimostrare “democraticamente” che la loro posizione è condivisa dalla maggior parte della città di Vicenza e che chi si oppone ha torto, senza dubbio avrebbero incitato la gente a votare anziché rendersi ridicoli tentando di delegittimare la consultazione.
E’ dunque chiaro che la visione distorta di “democrazia” non è la ‘nostra’ ma quella che hai tu:
una democrazia dove anziché dire la propria si ricorre all’astensione come mezzo per invalidare i referendum;
una democrazia dove, quando non si è nemmeno sicuri che il trucchetto del quorum possa bastare, è legittimo fare di tutto per non permettere lo svolgimento di una consultazione popolare, scavalcando i poteri locali (chi dovrebbe avere veramente competenza in materia) per appellarsi a strani principi di totale supremazia impositiva nazionale.
E poi la stessa gente viene a parlarci di federalismo… bah.
Sul merito del “quesito” e dell’assurdo paragone con un referendum su una moschea (non mi soffermerò sul retrogusto razzista dell’esempio, che potrebbe essere semplicemente frutto di una sfortunata mancanza di creatività), il ragionamento che fai è totalmente forviante e legato a una visione decisamente (e volutamente) limitata dei fatti.
Perché la questione non è solo sulla proprietà del terreno o meno, ma piuttosto su un totale cambiamento della destinazione d’uso che:
- non graverà solo sulla proprietà di un ente lontano, ma su tutte le proprietà pubbliche e private circostanti (evitate già qualsiasi accusa nimby, come minimo coinvolgerà tutta la regione per le falde acquifere);
- non ha pura natura patrimoniale, come tu vuoi farla intendere, ma fortemente politica e etica, ossia è una scelta che può non essere condivisa dalla popolazione per ragioni ben differenti da quelle puramente economiche (e su questo parlano da sole le numerose manifestazioni di solidarietà dal resto d’Italia e dall’estero).
Insomma, un esempio più simile sarebbe che il proprietario del terreno di fianco a casa tua iniziasse a costruirci una centrale nucleare senza avere i permessi necessari, si negasse di interrompere i lavori di fronte a una sentenza contraria dell’organo competente e riuscisse infine, grazie ad amicizie altolocate, a poterla costruire e attivarla senza problemi.
Sicuramente tu non muoveresti un dito per fermarlo, giacché nel suo terreno può far ciò che vuole.
L’unica cosa certa è che, indipendententemente da chi non ha votato e dal perché non lo abbia fatto, un quarto della città si è espressa contro la base e contro le imposizioni dello Stato.
E’ una grande prova che delegittima qualsiasi imposizione proveniente da qualsiasi organo che si definisca democratico, perché la democrazia non è un’oligarchia né la soppressione della volontà delle “minoranze”.
Ora certamente dovremo continuare a lottare, ma rincuorati da quasta dimostrazione di come si sa comportare la nostra città quando è bistrattata.
Ieri è stata una gran giornata, e tutti quelli che c’erano lo possono capire.
Ottobre 6, 2008 alle 4:54 pm
A tutti quelli che sono andati a votare, a quelli che erano in piazza mercoledì dico GRAZIE sono orgogliosa di questa Vicenza. A differenza di altri ho la coscenza pulita, NON SONO COMPLICE e penso che la maggioranza dei vicentini non esulti quando i bambini vengono dilaniati dalle bombe, questa è una base di guerra punto e io NON VOGLIO ESSERE COMPLICE.
Ottobre 6, 2008 alle 5:11 pm
Ci fu un tempo in cui qualcuno decise al posto nostro scartandoci, umiliandoci, eliminando la nostra idea credendoci inadatti a qualsiasi costruzione…
Ora la pietra che hanno scartata è diventata la testata d’angolo,
e noi cittadini ci costruiremo la democrazia e la difenderemo senza mai arrenderci.
Eravamo in poche centinaia e ci ignoravano oggi siamo migliaia di migliaia e hanno paura di noi…
Ottobre 6, 2008 alle 5:11 pm
Soldi di TUTTI i vicentini spesi per accontentare una esigua minoranza. Mi vergogno di come un Primo Cittadino possa sperperare così soldi dei contribuenti.
Per non parlare della vergognosa violazione della privacy di cui si è macchiata questa giunta, che ha consegnato al comitato organizzatore del referendum l’elenco con gli iscritti a tutte le circoscrizioni. Questi sono dati riservati e a cui solo enti statali possono accedere, e questo sindaco si è permesso di consegnarli ad un comitato privato, nonché politico.
Ottobre 6, 2008 alle 5:19 pm
La vostra iniziativa è stata straordinaria.
Avete mostrato all’Italia intera (e non solo) il significato pratico della parola “democrazia”.
Speriamo che tutto questo serva a qualcosa.
Ottobre 6, 2008 alle 5:29 pm
Kalle B è meglio che prima di riscrivere una cosa del genere ti vergogni un pò con te stesso e che ti studi qualcosa di diritto pubblico…In democrazia non vince chi vota…perchè se avessero votato in 4 persone su 80000 avrebbero deciso quelle 4 persone?Il quorum è una cosa fatta apposta ed è grazie a quest’ultimo che Variati è sindaco (anche grazie al mio voto eh)!Il consiglio di stato non sai nemmeno cos’è, una volta tirato in causa avendo fatto ricorso dalla sentenza del tar è stato costretto a esprimersi su tale sentenza ed essendo un organo completamente estraneo alla politica ha semplicemente fatto quello che c’era da fare!Che tu lo voglia o no la questione posta da Variati era illegittima punto e basta!
Ottobre 6, 2008 alle 6:36 pm
Un plauso alla Lega, che prima parla di autonomia dei territori e poi si fa mangiarein testa dagli Americani. Si diceva che in Italia la rivoluzione la si fa con il permesso dei carabinieri, adesso possiamo dire che in Italia le autonomie locali le si faranno con il consenso degli imperatori. Finalmente si dimostra l’inconsistenza, l’inconcludenza di una marmaglia leghista che fa politica solo per sistemarsi. Altro che Roma ladrona, i veri ladri hanno le camicie verdi.
Ottobre 6, 2008 alle 6:41 pm
E comunque, per dirla con Wittgenstin, su ciò di cui non si può parlare converrebbe tacere. Io non mi pronuncio sulle motivazioni di chi si è astenuto, non essendosi espresso non posso sapere per cosa si sarebbe espresso. Chi si esprime a nome di chi non si è espresso impone il suo proprio modo di vedere. Questo se resta un pò di logica in questo evo berlusconiano, dove i ragionamenti non contano, contano solo i manganelli (televisivi e reali), le frasi fatte, i gesuitismi di varia natura e l’ossequio a chi comanda.
Ottobre 6, 2008 alle 6:42 pm
Wittgenstein (non Wittgenstin)
Bello essere chiamato controreazioni,. sembra il nome di un antibiotico.